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Esordienti al microfono sognando il Festival dei fiori
Escalaplano: grande successo per la terza selezione regionale organizzata dall’Accademia della canzone di Sanremo. Oltre duemila spettatori hanno applaudito la vincitrice arrivata da Carbonia.

Foto Escalaplano Sognando la città dei fiori. La terza selezione regionale dell’Accademia della canzone di Sanremo, organizzata dall’attivissima Graziella Marchi, dopo aver riscosso un grande successo ad Orroli ha fatto tappa a Escalaplano. Oltre 2500 persone hanno assistito alle performance musicali di dieci giovani talenti della musica isolana: per tutti il sogno di mezza estate è sfondare nel panorama musicale nazionale, arrivando magari fino a Sanremo per poter stringere la mano al Pippo (Baudo, icona dei presentatori tv) nazionale e ai vip della musica.
Piacerebbe intanto alla giovanissima ventunenne di Carbonia, Alessandra Mulas, che ha convinto la giuria di Escalaplano vincendo il primo posto con una bella interpretazione di “Senza confini” del duo Eramo e Passavanti. La voce ricorda quella di Giorgia, ma il suo piccolo mito è la dolce Mimì, Mia Martini: «Una straordinaria interprete della musica italiana - dice la vincitrice - io ho avuto l’onore di vincere a luglio il primo premio del concorso “voci nuove per Mimi”, svoltosi a Finale Ligure, che mi ha permesso di andare a rappresentare l’Italia in un festival internazionale a Santiago del Cile». Ma non è solo la bella Alessandra ad aver convinto la giuria di Escalaplano: «Alla fine - commenta soddisfatta Graziella Marchi - porterò tutti e dieci i partecipanti alle finali regionali che si svolgeranno il prossimo settembre a Cagliari». Tra loro anche le due giovani interpreti di Escalaplano Palmira Rosas e Cristina Dessì: «Con la musica puoi fare tutto, non ti tradisce mai - racconta Palmira, 20 anni qualche serata di karaoke e voce in una piccola band del paese - e poi che emozione cantare davanti al pubblico di casa mia. I miei miti? Giorgia, certo, poi Elisa e Ligabue: se arrivassi a Sanremo, dai microfoni dell’Ariston saluterei la mia Escalaplano».
Al termine della sua esibizione Cristina Dessì, 19 anni, è ancora elettrizzata, non aveva mai preso un microfono in mano, ma quando sono scivolate nella notte le note di “Il mio sbaglio più grande”, di Laura Pausini la voce intensa ha strappato applausi da stadio: «Che emozione - sorride - è il giorno più bello della mia vita». Un nome che è già una promessa («ha una voce davvero particolare», si lascia sfuggire Graziella Marchi) è quello di Matteo Pibia, di Uta: la sua “Guerra di parole”, bel testo scritto dallo stesso Pibia è piaciuta al pubblico e ha una dedica al curaro: «A tutti coloro che non credono nella musica sarda».
Un duo interessante (i Lucida Follia) è quello composto da Rita Balestrino e Giorgio Valguarnera, cagliaritani doc. La loro canzone, “Immagine”, è un’interessante viaggio nella musica elettronica: “Sanremo? - commentano i due - E chi non vorrebbe arrivarci! Peccato che le giurie, fino ad oggi, non hanno mostrato di gradire molto la musica elettronica». Una scarica di adrenalina è arrivata dai 5 ragazzotti terribili del gruppo “Ipotesi”. Tre ore di prove al giorno negli scantinati dell’amata Capoterra: Alessandro Angius, Ale Frau, Ricky Marcis, Bruno Pandino e Fabio Mannai sul palco saltano, ballano, si divertono da matti: «E se arrivassimo fino a Sanremo - annunciano - vorremmo dare una scossa al sonnacchioso palcoscenico fatto di amore e cuore: Sanremo dev’essere anche provocazione, non crediamo che i 16 milioni di telespettatori si scandalizzerebbero più di tanto». Timido e introverso invece Ignazio Pinna, sedicenne di Orroli: un amore viscerale per i Nomadi (e per l’indimenticabile Augusto Daoglio) dei quali ha interpretato “Ti lascio una parola: Goodbye”.
È piaciuto molto anche Pietro Sanna, 23 anni di Ploaghe, una voce piena di phatos: «Canto da quando avevo sei anni, per me la musica è tutto, ma qui in Sardegna è davvero difficile emergere: poi noi sardi spesso ci piangiamo addosso, dovremmo imparare a credere di più in noi stessi». Già conosciuti al pubblico sardo i “NonSoulFunky”, che hanno eseguito “Così grande” di Nicola Marogna: «diciamola tutta - commentano - oggi i successi musicali li decretano i grandi manager, le case discografiche e qualche radio compiacente. Può accadere che un pezzo bruttissimo mandato a ripetizione diventi bello e i capolavori spesso vengano occultati. Sanremo per noi è una carta importante, in un’isola senza grandi etichette musicali, dove per campare bisogna strappare qualche serata nelle feste di piazza».
Chiude Andrea Cau, 26 anni, di Lunamatrona: «Sanremo? Un grande trampolino di lancio per tutti noi giovani cantanti, perché remare sempre contro e dire che, tutto sommato, è il trionfo della mielosità?». Forse ha ragione lui, di certo tutti i 1400 giovani che arrivano alle preselezioni nazionali hanno un sogno nel cassetto: «Apparire nel palcoscenico dell’Ariston - dice l’instancabile Graziella Marchi - per cercare un posto al sole nella ribalta musicale nazionale. Io da anni mi batto perché siano sempre di più i giovani sardi a provare questa emozione e quest’anno ho sentito davvero tante belle voci». Saranno famosi?

Pierpaolo Fadda

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